Bologna

Monastero di Bologna

CUORE IMMACOLATO DI MARIA

Dove Siamo:

Indirizzo: Via Siepelunga, 51, 40137 Bologna Telefono: 051 623 6942

Email: monastero@carmelitanescalzebologna.it



Il nostro Ordine sorse alla fine del XII secolo, sul Monte Carmelo, che la Scrittura e la tradizione
legano al profeta Elia, l’amico di Dio, ammesso all’esperienza misteriosa della Sua presenza. Agli
eremiti che abitavano sul Monte Carmelo diede la Regola Sant’Alberto, patriarca di Gerusalemme.
Il nucleo centrale di tale Regola è il primato assoluto della Parola di Dio “meditata giorno e notte,
vegliando in preghiera”.
Per un dono speciale dello Spirito Santo, nel periodo in cui la Chiesa, dopo la frattura subita
dal protestantesimo, riprendeva vigore grazie al Concilio di Trento, Santa Teresa si sentì spinta a
realizzare una Riforma carmelitana, assumendo la primitiva Regola redatta da S. Alberto. Ella la
liberava dalle mitigazioni introdotte lungo i secoli, valorizzandone, da un lato, l’aspetto della vita
comunitaria, intrisa della gioia dell’amore fraterno, e, dall’altro, sottolineandone la finalità
ecclesiale-apostolica quale elemento fondante della nostra vocazione: “il giorno in cui le vostre
orazioni, penitenze, desideri non fossero per la Chiesa, non raggiungereste, seppiatelo, il fine per
cui il Signore vi ha qui raccolte”.
S. Giovanni della Croce, che la divina Provvidenza associò alla Santa Madre Teresa
nell’opera della Riforma, giunse a dire: “E’ più prezioso al cospetto di Dio e di maggior profitto per
la Chiesa un briciolo di puro amore, che non tutte le opere messe assieme”.
E qualche secolo più tardi un’altra carmelitana, S. Teresa di Lisieux, compatrona delle
missioni, scriverà: “…la carità mi dette la chiave della mia vocazione. Compresi che la Chiesa ha
molte membra, compresi che la Chiesa ha un cuore e questo cuore arde d’amore. Compresi che
l’amore racchiude tutte le vocazioni…Nel cuore della Chiesa, mia Madre, io sarò l’amore!”
Tra le altre carmelitane più conosciute nel mondo, possiamo ricordare S. Teresa Margherita
del Cuore di Gesù, S. Maria di Gesù Crocifisso, S. Elisabetta della Trinità, S. Teresa de Los Andes,
S. Teresa Benedetta della Croce, meglio nota come Edith Stein.
S. Paolo VI ha detto: “la Chiesa ha bisogno di anime che si lasciano assorbire totalmente dal
colloquio e dall’immanenza di Dio…per mandare luce e grazia su tutto il corpo della Chiesa”.
Il Catechismo della Chiesa Cattolica del 1992 voluto da S. Giovanni Paolo II contiene varie
citazioni sia di S. Teresa di Gesù che di S. Giovanni della Croce. E apre la propria Parte dedicata
alla “Preghiera cristiana” con le parole di S. Teresa di Lisieux:
“Per me la preghiera è uno slancio del cuore, un semplice sguardo gettato verso il cielo, un grido di
gratitudine e di amore nella prova come nella gioia.”
Papa Francesco allorquando nel 2016 scrisse la Costituzione apostolica sulla vita
contemplativa “Vultum Dei quaerere” ha voluto includere l’afflato mistico di S. Teresa di Gesù
nelle sue parole “solo Dio basta”.

Storia del Carmelo Scalzo di Bologna

La fondazione in Bologna delle Monache carmelitane scalze risale a circa 400 anni fa e
precisamente all’anno 1619, durante il pontificato di Papa Paolo V, al tempo in cui era Padre
provinciale di Lombardia il padre Alessandro di S. Giovanni Battista.
La fondazione delle Monache Scalze in Bologna “non è stata fatta per esortazione né di
preti, né di frati, né di gentiluomini, né di alcun prelato, ma solo dello stesso Signore Gesù Cristo e
della Beatissima Vergine”, si legge in una testimonianza conservata nei documenti
dell’Archiginnasio, direttamente lasciata dai due fratelli Marcantonio e Flaminio Campana, persone
molto rette e generose, che sin dal 1613 si sentirono ispirati a realizzarla.

Contattarono il Servo di Dio Cesare Bianchetti, il quale molto si adoperò per ottenere le
necessarie approvazioni.
Favorevolissimo si mostrò sin dall’inizio l’Arcivescovo, il Card. Ludovisi, che in una lettera
del 17 maggio 1617, così scriveva al conte Bianchetti: “V. S. ha un’impresa degna di Lei, molto
santa e che col tempo è per apportare grand’aiuto alla nostra città, per la santità della vita che fanno
le Monache scalze carmelitane in ogni luogo ove si trovano. Io ne sento gusto grandissimo e non
solo laudo et approvo questa degnissima risoluzione, ma benedirò sempre quelle persone che in ciò
si impiegheranno”. E fu proprio il Card. Ludovisi, divenuto Papa col nome di Gregorio XV, ad
avere la consolazione di canonizzare il 12 marzo 1622 la S. Madre Teresa.
I due buoni fratelli Campana provvidero anche ad acquistare la casa situata di fronte alla
chiesa di S. Giuliano in via Santo Stefano. La piccola chiesa e il monastero furono dedicati a S.
Gabriele Arcangelo e il 1° novembre 1619, festa di Tutti i Santi, le quattro Madri fondatrici, giunte
da Cremona, diedero inizio alla loro vita monastica.
Ben presto fiorirono le vocazioni, tanto che si rese necessario un ampliamento che fu
realizzato nel 1637. La nuova chiesa fu consacrata, quasi un secolo dopo, nel 1730, dal Card.
Boncompagni.
Per anni le Monache poterono continuare a godere della fraterna sollecitudine e
dell’assistenza spirituale dei Confratelli del convento di Santa Maria Lacrimosa presso gli
Alemanni, la cui chiesa, arricchita di preziose tele sulla vita di Santa Teresa, è divenuta in seguito e
sino ad oggi chiesa parrocchiale affacciatesi sull’attuale via Mazzini.
Più travagliate vicende riservò alle Carmelitane la storia del XIX secolo, soprattutto per la
soppressione del 1810. Ma il seme tornò a risorgere nel 1818, grazie alla paterna sollecitudine del
Card. Oppizzoni che, rientrato dall’esilio, incoraggiò le nostre sorelle rimaste in Bologna –dai civici
116-118 di via Santo Stefano si erano trasferite in via Centotrecento- affinché riprendessero la loro
vita nel monastero di S. Omobono, in via Santo Stefano, da dove erano state espulse le Religiose
servite. Riconoscenti alla B. V. del Carmelo titolarono la chiesa a Santa Maria del Carmine e ai
Santi Giuseppe e Teresa.
Una parentesi serena, negli anni non meno duri che seguirono, fu la visita – non prevista nel
programma ufficiale – di Papa Pio IX il 29 giugno 1857.
La comunità visse ancora nuovi anni d’esilio tra il 1891 ed il 1894 in seguito al decreto
ministeriale di soppressione e acquisizione al demanio del monastero. Fallita ogni speranza di
tornare in S. Omobono (trasformato nella Caserma Masini) e sorte nuove vocazioni, le Monache
dovettero trasferirsi in un’antica casa patrizia in via Malcontenti, adattata a monastero, che fu
dedicato ai Santi Giuseppe e Teresa.
In seguito ai danni provocati dai bombardamenti del settembre 1943, con l’aiuto di tanti
benefattori venne costruito l’attuale monastero: fu inaugurato nel 1953 e venne titolato al Cuore
Immacolato di Maria.


ORARI VISITE E SS. MESSE:

La Chiesa è sempre aperta durante le Celebrazioni, chi desiderasse venire a pregare in altri momenti, può suonare il campanello. La Messa feriale è alle ore 7.30 – Festiva ore 8.00


Orari di Preghiera:

OreFerialiOreFestivi
06:00Orazione06:00Orazione
07:00Lodi07.00Lodi
07:30Santa Messa08:00Santa Messa
Ora TerzaOra Terza (privato)
Lavoro
11:40Ora Sesta11:40Ora Sesta
12:00Pranzo12:00Pranzo
RicreazioneRicreazione
Riposo/lettura spirituale in cellaRiposo/lettura spirituale in cella
15:45Ora NonaOra Nona (privato)
Lavoro
17:30Vespri17:30Vespri
OrazioneOrazione
19:00Cena19:00Cena
Ricreazione
20:30Ufficio delle Letture e Compieta20:30Ufficio delle Letture e Compieta

0 Comment